Aggiornato al 2 ottobre 2026
Shopify ha ampliato gli strumenti per progettare un negozio, gestire il catalogo e distribuire i prodotti nei canali di acquisto basati sull’intelligenza artificiale. La Spring ’26 Edition, presentata il 17 giugno, ha raccolto oltre 150 aggiornamenti. A questi si sono aggiunti i rilasci successivi, fino all’annuncio di Canvas del 1° ottobre 2026.
Per un’azienda che vende online, però, il numero delle novità conta meno della loro applicabilità. Alcune funzioni si possono usare subito; altre richiedono un determinato piano, sono ancora in accesso anticipato oppure hanno limitazioni geografiche. Canvas e gli strumenti di vendita attraverso le AI sono due esempi nei quali questa distinzione è particolarmente importante.
Questa guida raccoglie gli aggiornamenti più rilevanti per chi gestisce un e-commerce italiano, spiegando cosa cambia e quali verifiche fare prima di intervenire su un negozio già operativo.
Shopify è davvero il 30% più veloce?
Il dato esiste, ma riguarda l’Admin, cioè l’area nella quale il commerciante gestisce il negozio.
Nel giugno 2025, Shopify ha descritto la revisione della sua architettura con Remix, caricamento parallelo di codice e dati, pre-caricamento delle informazioni e gestione della cache. Secondo l’azienda, questi interventi hanno prodotto un miglioramento del 30% nei tempi di caricamento percepiti del pannello. Non si tratta di una misurazione indipendente, né di una promessa sulla velocità delle pagine pubbliche di ogni e-commerce.
Per valutare il sito visto dai clienti bisogna misurare separatamente le sue prestazioni. Tema, immagini e script delle applicazioni continuano a incidere sull’esperienza di navigazione: avere un pannello più rapido non elimina questi fattori.
Il nuovo aspetto del pannello è invece una novità di settembre 2026
Dal 15 settembre Shopify ha avviato la distribuzione di una nuova interfaccia dell’Admin. Cambiano colori, caratteri, spaziature e icone; la navigazione laterale può essere ridotta per lasciare più spazio al lavoro. Sidekick compare come chat flottante nella parte inferiore delle pagine. L’aggiornamento arriva progressivamente, senza una configurazione manuale.
Canvas: progettare il negozio con Sidekick e vedere le pagine insieme
Canvas è la novità più recente sul fronte della progettazione del negozio. Presentato il 1° ottobre 2026, permette di vedere più pagine affiancate in uno spazio di lavoro visivo e di modificarle direttamente oppure attraverso una conversazione con Sidekick. L’anteprima rappresenta il codice effettivo del tema, con interazioni e visualizzazioni su diverse dimensioni dello schermo.
Il cambiamento rispetto a un semplice generatore di contenuti è concreto: Sidekick può lavorare sui file del tema e coordinare modifiche che coinvolgono più parti del negozio. Non si limita a proporre il testo di un banner.
Per esempio, durante la progettazione di un catalogo potremmo chiedere:
“Riorganizza questa scheda prodotto dando più spazio alle fotografie. Mantieni prezzo, varianti e pulsante di acquisto facilmente individuabili. Non modificare i dati del prodotto.
È una consegna di lavoro, non una garanzia sul risultato. Dopo la generazione controlleremmo soprattutto la versione mobile, la selezione delle varianti e il passaggio al carrello.”
Dove si trova e quali limiti ha
Canvas si apre dalla sezione Negozio online → Temi, su computer. Al momento della verifica è in accesso anticipato e disponibile soltanto per alcuni negozi. Si può creare un nuovo tema oppure provare le modifiche su una copia di un tema compatibile.
La documentazione attuale indica limiti da valutare prima di adottarlo:
- Funziona con temi sviluppati da Shopify e temi personalizzati, non con i temi di terze parti.
- Non permette di aggiungere o configurare direttamente app block e app embed.
- Non consente di personalizzare il tema per mercati diversi all’interno di Canvas.
- I temi modificati in Canvas non ricevono gli aggiornamenti del tema e non possono essere scaricati come file.
- Le traduzioni meritano una precisazione: non si gestiscono direttamente in Canvas; il centro assistenza rimanda a Translate & Adapt. Sarebbe quindi inesatto dire semplicemente che un tema lavorato in Canvas non può essere tradotto.
Per un negozio multilingua con molte applicazioni, partire da una copia e verificare le dipendenze è una scelta più prudente che sostituire subito il tema pubblicato.
Sidekick: dall’assistenza alle operazioni sul negozio
Sidekick può utilizzare il contesto dello store per analizzare dati, intervenire sui prodotti, generare contenuti e creare applicazioni personalizzate. Supporta anche attività con applicazioni di terze parti compatibili e può proseguire lavorazioni lunghe mentre il commerciante si sposta in altre sezioni. Le modifiche vengono presentate per la revisione prima dell’applicazione.
Per chi gestisce il catalogo, un utilizzo da provare potrebbe essere:
Individua i prodotti che hanno una descrizione incompleta. Prepara un elenco delle informazioni mancanti, senza modificare le schede e senza inventare caratteristiche.
Il vantaggio da cercare è il tempo risparmiato su un’attività verificabile. Non affiderei invece a una richiesta generica come “ottimizza tutto il negozio” decisioni su prezzi, contenuti e organizzazione del catalogo.
Nel lavoro sull’intelligenza artificiale per aziende, partire da un processo circoscritto permette di stabilire quali dati servono e chi deve approvare il risultato, prima di estendere l’automazione.
Agentic Storefronts: i prodotti entrano nei canali AI
Gli Agentic Storefronts permettono ai negozi idonei di rendere disponibili i prodotti in canali come ChatGPT, Google AI Mode e Gemini, Microsoft Copilot e Meta. Le impostazioni si trovano in Canali di vendita → Agentic. L’8 settembre 2026 Shopify ha aggiunto Meta alla gestione dei canali AI nell’Admin.
Non tutti questi canali funzionano allo stesso modo. Occorre distinguere la scoperta del prodotto dalla conclusione dell’acquisto.
ChatGPT: scoperta del prodotto e acquisto sul sito
Nell’integrazione documentata da Shopify, ChatGPT indirizza il cliente al checkout del negozio, aperto nel browser dell’app oppure in una nuova scheda sul web. Non è un checkout autonomo di ChatGPT da attivare nel pannello Shopify.
Tra i requisiti attuali, il negozio deve vendere a clienti negli Stati Uniti, anche se l’azienda può avere sede altrove. Questo limite riguarda l’integrazione commerciale descritta da Shopify, non ogni possibile citazione del sito nelle risposte di un assistente.
Google AI Mode e Gemini: attenzione alla disponibilità geografica
Per Google, i prodotti vengono resi disponibili attraverso il canale Google & YouTube oppure Google Merchant Center.
Il checkout diretto integrato, alla data della verifica, richiede un negozio con sede negli Stati Uniti che venda a clienti statunitensi. La documentazione distingue questa possibilità dalla scoperta dei prodotti con successivo rinvio al sito per l’acquisto. Non va quindi presentato come una funzione già utilizzabile indistintamente da tutti gli e-commerce italiani.
Shopify Catalog non garantisce di comparire nelle risposte
Shopify Catalog organizza informazioni come titoli, descrizioni, immagini, prezzi e disponibilità. I prodotti idonei vengono inclusi automaticamente, ma l’inclusione non garantisce una posizione, una raccomandazione o la presenza in una determinata risposta AI. Ogni canale mantiene il controllo sui risultati mostrati.
Il lavoro sul catalogo resta quindi necessario. Per una borsa, per esempio, sarebbe utile indicare materiale, dimensioni, lunghezza della tracolla, chiusura e scomparti, invece di limitarsi a definirla “elegante e versatile”.
Shopify raccomanda informazioni accurate e dettagliate, varianti comprensibili e condizioni del negozio aggiornate. L’app Shopify Knowledge Base permette inoltre di revisionare e personalizzare informazioni e domande frequenti utilizzate dalle piattaforme AI.
Come controllare i risultati
Nella sezione Agentic si possono consultare vendite, ordini, sessioni e conversioni attribuiti ai canali supportati. È presente anche uno strumento di anteprima delle ricerche nel Catalog, utile per individuare prodotti poco competitivi o informazioni mancanti.
L’anteprima, però, non riproduce necessariamente ciò che vedrà l’utente: gli assistenti possono riordinare i risultati secondo criteri propri. Va usata come indicazione operativa, non come prova di un posizionamento stabile.
B2B disponibile anche sui piani Basic, Grow e Advanced
Una novità importante per produttori e distributori è l’estensione delle funzioni B2B oltre Shopify Plus.
La documentazione attuale include Basic, Grow, Advanced e Plus, con differenze nel perimetro. Sui primi tre piani si possono assegnare fino a tre cataloghi attivi complessivi ai mercati B2B. Per utilizzare queste funzioni di catalogo serve il nuovo Shopify Markets.
Plus mantiene funzionalità aggiuntive, fra cui cataloghi assegnati direttamente a specifiche aziende o sedi, cataloghi B2B senza quel limite numerico e opzioni avanzate come acconti e pagamenti parziali.
Per un produttore che vende sia al pubblico sia ai rivenditori, questo rende opportuno riesaminare il progetto. Prima di scegliere il piano confronteremmo però le condizioni commerciali effettive: listini, quantità minime, pagamenti e collegamento al gestionale. La presenza della voce “B2B” nell’abbonamento non basta a dimostrare che copra l’intero processo.
Rollouts e SimGym: programmare le modifiche e valutarle prima del lancio
Con Rollouts si possono preparare modifiche a tema, checkout, account cliente, sconti e cataloghi, scegliendo quando applicarle. Sono previste pubblicazioni permanenti, eventi temporanei con ripristino e sperimentazioni con un gruppo di controllo. Si gestiscono da Markets → Rollouts.
La disponibilità dipende dal piano: Rollouts è previsto da Basic in su, mentre gli esperimenti richiedono almeno Grow.
Per una promozione stagionale, per esempio, valuteremmo un rilascio programmato per evitare interventi manuali sul negozio all’ultimo momento. Prima della pubblicazione controlleremmo comunque prezzi, date e comportamento degli sconti.
SimGym affronta invece il tema delle simulazioni. L’app, in AI Research Preview, utilizza acquirenti artificiali che navigano lo store e forniscono feedback. Può analizzare un singolo tema oppure confrontarne due; richiede uno storefront Liquid e Shopify Network Intelligence attivo, mentre non supporta Hydrogen e gli storefront headless.
Il risultato di una simulazione non equivale a quello di un test con clienti reali. Lo useremmo per trovare problemi da approfondire, non per dichiarare un aumento delle vendite prima di averlo misurato.
Analytics: dal 21 settembre cambia la misurazione delle sessioni
Questo aggiornamento è meno visibile di Canvas, ma riguarda direttamente chi legge i risultati delle campagne.
Dal 21 settembre 2026, Shopify ha modificato la misurazione delle sessioni per distinguere più coerentemente il traffico umano da quello automatico e rappresentare meglio i percorsi degli acquirenti. Possono cambiare sessioni, tasso di conversione e altre metriche che utilizzano le sessioni nel calcolo. Ordini, vendite e conteggi dei clienti non vengono modificati da questo aggiornamento.
Un cambiamento nel tasso di conversione dopo quella data, quindi, non dimostra da solo che il negozio sia migliorato o peggiorato. Prima di attribuirlo a una campagna o a un restyling, bisogna considerare il cambiamento della base di misurazione.
Ci sono anche due aggiunte operative:
Dal 28 settembre, gli attributi di categoria, come colore e materiale, sono disponibili come dimensioni e filtri nei report. Permettono di analizzare il catalogo usando informazioni già associate ai prodotti.
Dal 1° ottobre, si possono aggiungere annotazioni personali ai report temporali supportati: lancio di una campagna, promozione, variazione di fornitore o intervento sul negozio. Le note restano accanto ai dati e sono condivise con il personale autorizzato ai report.
Annotare un evento aiuta a ricostruire ciò che è successo; non dimostra automaticamente che quell’evento abbia causato ogni variazione osservata.
Marketing: WhatsApp, Shopify Messaging e Campaign Autopilot
Shopify Messaging, precedentemente Shopify Email, riunisce campagne email, SMS e WhatsApp nel pannello. Le funzionalità richiedono i relativi requisiti di utilizzo; i costi degli invii vanno valutati separatamente.
Per WhatsApp occorre collegare un WhatsApp Business Account e completare la verifica di idoneità durante la configurazione. I messaggi promozionali sono destinati agli iscritti che hanno espresso il consenso specifico; i modelli dei messaggi vengono sottoposti a Meta per l’approvazione. La disponibilità è internazionale, con eccezioni geografiche indicate nella documentazione.
Il 10 settembre 2026 Shopify ha inoltre annunciato la possibilità di raccogliere il consenso al marketing WhatsApp direttamente al checkout. È una funzione distinta dalla semplice raccolta del numero di telefono per la consegna.
Che cosa fa Campaign Autopilot
Campaign Autopilot utilizza i dati del negozio per proporre e gestire attività di marketing nei canali collegati. Si trova in Growth → Autopilot e può lavorare con strumenti come Shopify Messaging, Meta Ads e Microsoft Advertising.
La configurazione richiede, fra le altre condizioni, Shopify Payments attivo. Autopilot non prevede un costo proprio, ma restano a pagamento le attività eseguite, come gli annunci e gli invii. Le campagne Meta gestite da Autopilot rimangono separate da quelle amministrate attraverso l’integrazione Facebook & Instagram.
Per le prime prove imposteremmo l’approvazione manuale delle attività e confronteremmo i risultati con quelli delle campagne esistenti. Un punto da conoscere: Shopify descrive il budget mensile come un obiettivo di spesa, che in alcuni casi può essere superato a causa dei ritardi nell’attribuzione fra canali. Non lo tratteremmo quindi come un limite assoluto garantito.
Catalogo e varianti: più controllo sui canali di vendita
Shopify permette di pubblicare o nascondere singole varianti nei diversi canali e cataloghi, senza dover eliminare le varianti o duplicare il prodotto. La gestione è disponibile nelle pagine dei prodotti e attraverso la modifica in blocco.
Per un’azienda che vende confezioni differenti al pubblico e ai rivenditori, può essere utile valutare questa funzione prima di creare schede quasi identiche. Il progetto va costruito attorno a ciò che ogni cliente deve effettivamente vedere e acquistare.
Dall’8 settembre è stato inoltre annunciato il supporto a più codici a barre sulla stessa variante, fino a venti. È un aggiornamento da considerare nei cataloghi che ricevono identificativi diversi da fornitori o altri sistemi.
Prima di utilizzarlo, verificheremmo come il gestionale e gli eventuali collegamenti esterni interpretano questi codici, evitando di modificare la struttura del catalogo senza un controllo delle integrazioni.
Pagamenti, negozi fisici e consegne
Con i managed payment methods, Shopify Payments può attivare metodi locali idonei e modificare l’ordine delle opzioni mostrate al checkout in base al contesto del cliente. La funzione richiede Shopify Payments e Shopify Network Intelligence attivi; le impostazioni si controllano nell’area Pagamenti.
Per un e-commerce che vende all’estero, il controllo utile è verificare quali opzioni vengono effettivamente mostrate nei mercati serviti e quali commissioni si applicano, non attivare tutto senza una verifica.
Sul fronte del punto vendita, il 28 settembre sono state introdotte nuove possibilità per conteggiare le scorte direttamente nel POS e creare ordini con consegna locale. Entrambe richiedono POS Pro e Shopify POS 11.16 o successivo. Per la consegna devono essere configurate le aree servite; i conteggi dell’inventario passano invece attraverso una revisione prima di aggiornare le quantità.
È distinta la funzione per combinare, nello stesso checkout online, articoli da spedire e articoli da ritirare. Alla data della verifica è disponibile come feature test drive per Plus ed Enterprise, non come opzione generalizzata su tutti i piani. Prima di attivarla vanno controllati i flussi di evasione e le applicazioni che gestiscono spedizioni e ordini.
Le integrazioni personalizzate richiedono un controllo separato
Il changelog per sviluppatori del 1° ottobre comprende anche le novità della versione API 2026-10, aggiornamenti agli eventi e modifiche relative a ordini, Rollouts e altri oggetti della piattaforma. Questi rilasci riguardano chi sviluppa applicazioni e collegamenti con sistemi esterni, non soltanto chi modifica il tema.
Per un negozio collegato a un gestionale, chiederei allo sviluppatore di indicare la versione API utilizzata, le dipendenze da controllare e i test eseguiti. Una schermata del negozio che continua a funzionare non è una verifica sufficiente della sincronizzazione di ordini e magazzino.
Come scegliere gli aggiornamenti da applicare al proprio e-commerce
Non partirei dall’elenco delle funzioni da attivare. Partirei dal problema da risolvere.
Se il lavoro sul catalogo assorbe troppe ore, proverei Sidekick su un’attività delimitata. Se il progetto prevede vendite ai rivenditori, confronterei le nuove possibilità B2B con le condizioni commerciali richieste. Per un restyling, valuterei Canvas soltanto dopo aver verificato tema, applicazioni e gestione delle lingue.
Prima di ogni intervento fisserei un risultato da controllare: tempo necessario per aggiornare i prodotti, errori da correggere, completamento degli acquisti o qualità dei dati trasmessi agli altri canali. Questo evita di confondere l’adozione di una funzione con un miglioramento già ottenuto.
Nel nostro lavoro di realizzazione e-commerce, la scelta fra Shopify e altre piattaforme parte da catalogo, processi aziendali e integrazioni necessarie. Gli aggiornamenti cambiano le possibilità disponibili; la decisione deve restare legata al progetto.
Per chi ha già un negozio operativo, il primo passo è controllare piano, tema, applicazioni e mercati serviti, poi scegliere un intervento circoscritto da provare prima della pubblicazione.
Articolo a cura di Daniele Caroppo, fondatore di Salento Factory.
