Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2026
A cura di Salento Factory
La Puglia non è ferma sul digitale. Il numero delle società di capitali cresce, quasi metà delle startup innovative regionali opera nella produzione di software e l’indice europeo dell’innovazione è migliorato sensibilmente dal 2018. Eppure meno di un pugliese su due possiede competenze digitali almeno di base, l’uso dell’e-commerce rimane sotto la media italiana e la disponibilità di specialisti ICT è ancora uno dei punti deboli della regione.
Definire la Puglia semplicemente “digitale” oppure “in ritardo” porterebbe quindi fuori strada. I dati descrivono una regione a due velocità: vivace quando genera impresa e sperimenta, più fragile quando deve diffondere competenze e trasformare la tecnologia in processi quotidiani, misurabili e accessibili.
Questo Osservatorio mette in relazione gli ultimi dati disponibili di Istat, Commissione europea, Unioncamere, ARTI e Registro .it. Non si limita a raccogliere percentuali: specifica l’anno, la popolazione osservata e i limiti di ogni indicatore, perché numeri riferiti a campioni diversi non possono essere sommati o confrontati come se misurassero la stessa cosa.
La Puglia digitale in otto numeri
| Indicatore | Puglia | Confronto | Divario | Anno e perimetro |
|---|---|---|---|---|
| Famiglie con accesso a Internet | 83,4% | Italia 87,3% | -3,9 p.p. | 2025, famiglie |
| Persone che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi | 79,0% | Italia 83,1% | -4,1 p.p. | 2025, persone di 6 anni e più |
| Competenze digitali almeno di base | 43,7% | Italia 54,3% | -10,6 p.p. | 2025, persone di 16-74 anni |
| Uso di SPID o CIE nei 12 mesi precedenti | 40,0% | Italia 47,0% | -7,0 p.p. | 2025, persone di 15 anni e più |
| Acquisti online nei 12 mesi precedenti | 43,2% | Italia 49,0% | -5,8 p.p. | 2025, persone di 14 anni e più |
| Regional Innovation Index | 80,2 | UE27 = 100 | -19,8 punti indice | RIS 2025, 159ª su 241 regioni |
| Imprese attive | 324.985 | Mezzogiorno -1,7% a/a | Puglia +0,1% a/a | I trimestre 2026 |
| Startup innovative censite per settore | 497 | 234 nel software | software: 47,1% | 31 dicembre 2025 |
Fonti principali: Istat, Cittadini e ICT 2025, Ufficio statistico della Regione Puglia, Regional Innovation Scoreboard 2025, Unioncamere Puglia e ARTI – Apulian Innovation Overview.
Il primo divario non è la connessione: sono le competenze
Nel 2025 l’83,4% delle famiglie pugliesi dispone di un accesso a Internet. È un dato in crescita rispetto all’82,6% del 2024, anche se ancora inferiore di 3,9 punti alla media italiana. Guardando all’uso effettivo, il 79% dei residenti di almeno 6 anni ha navigato nei tre mesi precedenti l’intervista Istat: meno dell’83,1% nazionale, dell’85,3% dell’Emilia-Romagna e dell’86,5% della Lombardia, ma più di Campania, Sicilia e Calabria.
La distanza diventa molto più ampia quando si passa dall’accesso alla capacità di usare gli strumenti. Soltanto il 43,7% dei pugliesi tra 16 e 74 anni possiede competenze digitali almeno di base, contro il 54,3% in Italia, il 60,7% in Lombardia e il 61,2% in Emilia-Romagna. La Puglia è quasi allineata alla media del Sud, pari al 43,5%, ma resta 10,6 punti sotto quella nazionale.
È probabilmente questo il dato più importante dell’intero quadro. La connessione è una condizione necessaria; le competenze determinano invece se una persona riesce a confrontare un’offerta, completare un pagamento, usare un servizio pubblico o riconoscere un’interfaccia poco affidabile. Per le imprese significa che una presenza digitale efficace non può essere progettata soltanto per l’utente più esperto: deve essere leggibile da smartphone, veloce, rassicurante e priva di passaggi inutili. È il principio su cui dovrebbe basarsi anche la realizzazione di un sito web professionale: non semplice presenza online, ma chiarezza, accessibilità e un percorso comprensibile verso il contatto.
Lo stesso scarto emerge nell’identità digitale. Nel 2025 il 40% dei pugliesi di almeno 15 anni ha utilizzato SPID o Carta d’Identità Elettronica nei dodici mesi precedenti, contro il 47% nazionale. Il livello rimane più basso, ma il progresso è concreto: rispetto al 2023 la quota è aumentata di 7,4 punti, uno degli incrementi regionali più marcati.
Fonti: tavole 1.3 e 2.2 di Istat, Cittadini e ICT 2025 e Ufficio statistico della Regione Puglia su dati Istat.
E-commerce: la domanda c’è, ma non coincide con il solo mercato locale
Nel 2025 il 43,2% dei residenti pugliesi di almeno 14 anni ha effettuato almeno un acquisto online nei dodici mesi precedenti. La quota supera quella del Sud, ferma al 40,7%, ma rimane sotto il 49% italiano, il 53,6% della Lombardia e il 54,5% dell’Emilia-Romagna.
Nel 2024 la stima regionale era del 46,5%. Il calo di 3,3 punti osservato nel 2025 merita attenzione, ma non basta da solo a dimostrare un’inversione strutturale: i dati derivano da un’indagine campionaria e saranno le prossime rilevazioni a confermare o smentire la tendenza.
Per un’azienda pugliese la conclusione non è che vendere online sia meno interessante. È quasi l’opposto. Un negozio digitale consente di superare i confini della domanda regionale, ma deve compensare con fiducia, logistica, assistenza e chiarezza ciò che manca nel rapporto fisico. La realizzazione di un e-commerce non si esaurisce quindi nel catalogo: servono schede prodotto credibili, costi e tempi di consegna trasparenti, checkout senza attriti, tracciamento e una strategia per acquisire e far tornare i clienti.
Anche il contesto aziendale del Mezzogiorno invita a evitare conclusioni affrettate. Tra le imprese con almeno 10 addetti, Istat rileva vendite online via web o sistemi EDI nel 20,3% dei casi, sostanzialmente in linea con il 20,1% italiano, nonostante nel Sud e nelle Isole sia meno diffuso il possesso di un sito web. Marketplace, intermediari e sistemi di scambio elettronico potrebbero compensare una parte del divario nella presenza proprietaria; è un’ipotesi plausibile, non una relazione dimostrata dalla rilevazione.
Fonti: tavola 4.2 di Istat, Cittadini e ICT 2025, dato regionale 2024 e Istat, Imprese e ICT 2025.
Un’economia vivace, costruita soprattutto su imprese molto piccole
Nel primo trimestre del 2026 la Puglia conta 324.985 imprese attive, lo 0,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre nel complesso del Mezzogiorno si registra un calo dell’1,7%. Le società di capitali sono 80.268 e crescono del 3,5%. Anche il saldo tra iscrizioni e cessazioni è positivo: 266 imprese in più, con un tasso di crescita dello 0,07% contro lo 0,01% italiano.
Il risultato non è uniforme sul territorio. Brindisi registra un +0,31%, Bari +0,12% e Lecce +0,08%; Foggia e Taranto arretrano rispettivamente dello 0,07% e dello 0,08%. Dietro la media regionale convivono quindi sistemi locali con andamenti differenti.
C’è poi un elemento strutturale che condiziona qualunque politica digitale: secondo il Regional Innovation Scoreboard, la Puglia ha in media 3,07 addetti per impresa, contro 3,96 in Italia e 4,86 nell’Unione europea. In aziende così piccole raramente esistono reparti dedicati a dati, marketing, sicurezza o innovazione. La stessa persona può occuparsi di vendite, amministrazione, clienti e presenza online.
Questo chiarisce anche perché molte statistiche nazionali vadano lette con cautela. L’indagine Istat sulle tecnologie aziendali considera le imprese con almeno 10 addetti e, per numerosi indicatori, pubblica il dettaglio del Sud e delle Isole ma non quello della sola Puglia. È un perimetro utile per capire il contesto, non uno specchio completo del tessuto regionale.
| Indicatore, imprese con almeno 10 addetti | Sud e Isole | Italia | Divario |
| Imprese con sito web | 65,9% | 76,5% | -10,6 p.p. |
| Uso dei social media | 55,7% | 59,0% | -3,3 p.p. |
| Livello almeno base di digitalizzazione | 74,4% | 79,8% | -5,4 p.p. |
| Almeno un software ERP, CRM o BI | 48,6% | 56,0% | -7,4 p.p. |
| Data analytics | 37,1% | 42,7% | -5,6 p.p. |
| Cloud intermedio o avanzato | 65,6% | 68,1% | -2,5 p.p. |
| Utilizzo di AI | 12,2% | 16,4% | -4,2 p.p. |
| Vendite online via web e/o EDI | 20,3% | 20,1% | +0,2 p.p. |
Fonti: Regione Puglia, Check-up Mezzogiorno I trimestre 2026, Unioncamere Puglia, Movimprese I trimestre 2026, Commissione europea, RIS 2025 e Istat, Imprese e ICT 2025.
Innovazione: il miglioramento è reale, il divario anche
Nel Regional Innovation Scoreboard 2025 della Commissione europea, la Puglia è classificata come Moderate Innovator. Il suo indice è 80,2, ponendo uguale a 100 la media dell’Unione europea. La regione raggiunge l’86,2% della performance italiana e occupa il 159° posto tra 241 territori europei.
| Territorio | Indice, UE27 = 100 | Posizione europea |
| Emilia-Romagna | 102,5 | 106ª |
| Lombardia | 98,7 | 114ª |
| Italia | 93,0 | — |
| Campania | 87,2 | 144ª |
| Puglia | 80,2 | 159ª |
| Sardegna | 77,5 | 162ª |
| Calabria | 75,9 | 165ª |
| Sicilia | 73,7 | 171ª |
| Basilicata | 73,0 | 174ª |
La fotografia è meno negativa di quanto suggerisca la sola posizione in classifica. Tra il 2018 e il 2025 l’indice pugliese è cresciuto di 18 punti; cinque di questi sono stati guadagnati tra il 2023 e il 2025. La regione mostra inoltre risultati elevati negli indicatori relativi alle PMI che introducono innovazioni di prodotto e di processo.
I limiti, però, toccano proprio le condizioni che permettono all’innovazione di diffondersi. L’indice di penetrazione della banda larga è 71,1 rispetto a UE = 100 e colloca la Puglia al 218° posto; quello degli specialisti ICT occupati è 43,3, al 193° posto; l’istruzione terziaria si ferma a 25,1, al 230° posto. Sono indici comparativi, non percentuali di cittadini o aziende: dire che l’indice della banda larga è 71,1 non significa che il 71,1% delle famiglie sia connesso.
Anche le startup raccontano questa convivenza tra specializzazione e fragilità. Sommando le categorie ATECO pubblicate da ARTI al 31 dicembre 2025 si ricostruiscono 497 startup innovative pugliesi. Ben 234, il 47,1%, operano nella produzione di software; seguono ricerca scientifica e sviluppo con 83 imprese e servizi d’informazione con 30. Nel 2024 le startup software erano però 250: in un anno il comparto si è ridotto del 6,4%. Unioncamere rileva inoltre, nell’aprile 2026, una diminuzione dell’11,4% delle startup innovative regionali rispetto al periodo di confronto, contro il -3,5% italiano.
La Puglia possiede dunque competenze e nuclei imprenditoriali capaci di innovare, ma fatica ancora ad allargare quella capacità al resto del sistema economico.
Fonti: Commissione europea, Regional Innovation Scoreboard 2025 – profilo Italia, ARTI, startup innovative per settore ATECO e Unioncamere Puglia, Data View aprile 2026.
Turismo online: che cosa misurano davvero i domini .it
Il turismo offre un buon esempio di come una statistica possa essere utile e, allo stesso tempo, facile da interpretare male. L’Osservatorio Tourism in the Net del Registro .it rileva che, tra i siti turistici con dominio .it associati alla Puglia, il 60% appartiene agli alloggi, il 23% alla ristorazione e l’8% a tour operator e trasporto. A queste categorie risultano collegate quasi 3.700 imprese dell’alloggio, oltre 1.500 della ristorazione e quasi 500 tra tour operator e trasporto.
Il dato fotografa la composizione dei domini .it osservati, non la percentuale di tutte le imprese turistiche pugliesi dotate di un sito. Non comprende inoltre le attività che utilizzano altre estensioni. Resta però indicativo della forte concentrazione della presenza web regionale nell’ospitalità e mostra quanto il dominio proprietario continui a essere un’infrastruttura rilevante in un settore spesso dipendente dalle piattaforme di intermediazione.
Fonte: Registro .it, Digital Tourism e Made in Italy nel turismo del futuro.
Quante imprese pugliesi usano davvero l’intelligenza artificiale?
Sull’adozione dell’AI circolano almeno tre percentuali: 12,2%, circa 15% e 29,2%. Sembrano incompatibili, ma non misurano la stessa popolazione né lo stesso comportamento.
Istat rileva nel 2025 un uso di sistemi o software di AI pari al 12,2% tra le imprese con almeno 10 addetti del Sud e delle Isole, contro il 16,4% italiano. Non è un dato specifico della Puglia. Un’analisi richiamata nel 2026 da PwC e Anitec colloca invece intorno al 15% l’uso dell’intelligenza artificiale tra le imprese regionali. L’Assintel Report Puglia 2026 arriva al 29,2% per le aziende intervistate che dichiarano di utilizzare almeno una piattaforma AI, contro il 23,8% nazionale.
La differenza può dipendere dalla dimensione delle imprese incluse, dal campione e dalla definizione adottata. Usare “almeno una piattaforma” può comprendere anche strumenti generalisti impiegati occasionalmente; adottare sistemi di AI nei processi aziendali implica un livello diverso di integrazione. Inoltre, il comunicato Assintel non rende disponibili tutti i dettagli del campione e della ponderazione del focus regionale. Il suo dato è un segnale interessante, ma non può essere trattato come equivalente alla stima ufficiale Istat.
La conclusione sostenuta dalle fonti è più sobria: l’interesse per l’AI è ormai diffuso, mentre la maturità operativa resta disomogenea. A livello nazionale, il 33,4% delle imprese che dichiara di usare AI non associa ancora l’impiego a nessuna delle funzioni aziendali elencate nell’indagine Istat. È il segno di una fase in cui la sperimentazione corre più velocemente dell’integrazione nei processi.
Fonti: Istat, Imprese e ICT 2025, Assintel Report Puglia 2026 e ANSA sul quadro PwC/Anitec.
Che cosa significa per un’impresa pugliese
Letti insieme, i dati indicano che in Puglia la priorità non è accumulare nuovi strumenti. È far lavorare meglio quelli che incidono davvero sull’attività.
La domanda online esiste, ma non è uniforme; un sito o un e-commerce devono quindi ridurre lo sforzo richiesto all’utente e poter raggiungere mercati oltre quello locale. Le imprese sono numerose e dinamiche, ma spesso troppo piccole per mantenere internamente tutte le competenze necessarie. L’innovazione cresce, ma resta concentrata; l’AI suscita interesse, ma il suo uso non è ancora sempre collegato a obiettivi e responsabilità precise.
Per una PMI il percorso più sensato parte da quattro domande concrete: il sito genera richieste o vendite misurabili? I dati dei clienti sono ordinati e utilizzabili? Le attività ripetitive che assorbono tempo possono essere automatizzate? Quale investimento digitale produce un risultato verificabile entro i prossimi mesi?
Solo dopo vengono piattaforme, software e mode del momento. Una strategia digitale matura non si riconosce dal numero di strumenti adottati, ma dalla continuità tra presenza online, processo commerciale, assistenza, misurazione e capacità delle persone di usare ciò che è stato introdotto.
Metodologia e limiti dell’Osservatorio
Abbiamo privilegiato fonti istituzionali e primarie: Istat, Commissione europea, Unioncamere e InfoCamere, ARTI, Regione Puglia e Registro .it. Le evidenze associative o giornalistiche sono utilizzate soltanto come integrazione e sono indicate come tali.
Ogni indicatore conserva l’anno e il perimetro della fonte originaria. Le differenze tra quote sono espresse in punti percentuali; gli indicatori del Regional Innovation Scoreboard sono invece indici normalizzati rispetto a UE = 100. I dati Istat sulle tecnologie aziendali riguardano imprese con almeno 10 addetti e le medie del Sud e delle Isole non vengono presentate come stime della sola Puglia. Il totale delle startup è ricostruito sommando le categorie ATECO pubblicate da ARTI al 31 dicembre 2025.
La pagina sarà verificata con cadenza trimestrale e mostrerà sempre la data dell’ultimo aggiornamento. Eventuali revisioni delle fonti o della metodologia saranno rese esplicite.
Il prossimo passo: costruire un dato originale sulla Puglia
Confrontare fonti esistenti permette di comprendere il contesto. Per misurare la qualità reale della presenza online delle imprese pugliesi serve però una rilevazione originale e replicabile.
La prima edizione dell’Audit Web delle imprese pugliesi di Salento Factory analizzerà un campione bilanciato nelle sei aree provinciali — Bari, BAT, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto — e nei principali comparti economici. L’osservazione riguarderà presenza di un dominio proprietario, HTTPS e indicizzabilità, prestazioni mobile, chiarezza dell’offerta e delle call to action, funzioni di e-commerce o prenotazione, dati strutturati, segnali SEO locali, accessibilità di base e tracciamento delle conversioni.
Saranno pubblicati composizione del campione, data di rilevazione, criteri di classificazione, margini di errore e risultati aggregati. Non verranno costruite classifiche sommando arbitrariamente indicatori non omogenei e nessuna impresa sarà esposta individualmente senza consenso. L’obiettivo non sarà distribuire voti, ma produrre un riferimento aggiornabile sulla maturità digitale del territorio.
Fonti consultate
- Istat – Cittadini e ICT, anno 2025
- Istat – Imprese e ICT, anno 2025
- Commissione europea – Regional Innovation Scoreboard 2025
- Commissione europea – Profilo regionale Italia RIS 2025
- Unioncamere Puglia – Movimprese I trimestre 2026
- Unioncamere Puglia – Data View aprile 2026
- Regione Puglia – Check-up Mezzogiorno I trimestre 2026
- ARTI – Startup innovative per settore ATECO
- Registro .it – Digital Tourism e Made in Italy
- Assintel – Report Puglia 2026
