Perché si parla sempre di più di accessibilità digitale
Negli ultimi mesi si sente parlare molto dell’obbligo di rendere accessibili i siti web. La ragione è che dal 28 giugno 2025 entrerà pienamente in vigore l’European Accessibility Act (EAA), una normativa europea che stabilisce requisiti comuni di accessibilità per prodotti e servizi digitali.
L’obiettivo è chiaro: garantire l’accesso alle tecnologie digitali anche alle persone con disabilità, senza ostacoli. Ma in Italia (e in molti altri paesi) questo ha generato confusione e allarmismi, anche tra chi in realtà, per il momento, non è obbligato ad adeguarsi.
Ecco quindi una guida chiara e sintetica su chi è obbligato, chi no e perché conviene comunque iniziare a pensarci seriamente.
Chi deve adeguarsi obbligatoriamente (dal 2025)
In base alla normativa europea e italiana saranno obbligati ad adeguarsi ai criteri di accessibilità:
1. Enti pubblici
- Comuni, scuole, università, ASL, Regioni, Ministeri, ecc.
- Sono già obbligati da anni tramite la Legge Stanca (Legge 4/2004), già in vigore in Italia.
2. Aziende che offrono servizi di interesse pubblico
- Trasporti, servizi bancari e assicurativi, telecomunicazioni, fornitori di energia e acqua.
- Obbligo rafforzato con l’EAA.
3. Aziende private con più di 10 dipendenti o fatturato annuo superiore a 2 milioni di euro
- Rientrano nell’ambito della direttiva solo se offrono servizi digitali al pubblico (es. ecommerce, software, home banking, servizi streaming, app).
Chi non è obbligato (per ora)
1. Microimprese
- Meno di 10 dipendenti e fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro.
- Escluse dall’obbligo diretto dell’EAA.
2. Piccole realtà locali con siti vetrina semplici
- Se non offrono servizi digitali interattivi (acquisti online, prenotazioni, form complessi).
3. Aziende che possono dimostrare “onere sproporzionato”
- Se l’adeguamento richiede costi e risorse sproporzionati rispetto al beneficio.
- Serve documentazione e valutazione specifica.
Attenzione: anche chi non è obbligato oggi, potrebbe esserlo domani. La tendenza è verso un web sempre più inclusivo.
Cosa significa rendere un sito accessibile
Un sito accessibile è un sito che può essere usato da tutti, anche da:
- persone ipovedenti o cieche,
- persone con disabilità motorie,
- utenti con dislessia o difficoltà cognitive,
- chi usa tecnologie assistive (es. screen reader).
Per essere conforme, un sito deve seguire le linee guida WCAG 2.1 (livello AA) che includono:
- Testi alternativi per immagini
- Contrasto sufficiente tra colori
- Navigazione da tastiera
- Struttura semantica del codice (tag corretti)
- Titoli, link e pulsanti chiari
Inoltre, chi rientra negli obblighi dovrà:
- Pubblicare una Dichiarazione di Accessibilità
- Attivare un sistema di feedback accessibile
Cosa rischia chi non si adegua
- Sanzioni economiche: in Italia si parla di multe da 5.000 a 40.000 euro, soprattutto per enti pubblici e aziende soggette a obblighi.
- Perdita di credibilità: gli utenti potrebbero percepire il sito come obsoleto o discriminatorio.
- Esclusione da gare pubbliche: l’accessibilità è spesso un requisito premiante.
Perché conviene agire anche senza obbligo
Anche se non sei obbligato, migliorare l’accessibilità del tuo sito porta vantaggi reali:
- Migliore esperienza per tutti gli utenti
- Più inclusività = più pubblico raggiunto
- SEO migliorata: Google premia i siti ben strutturati
- Adeguamento graduale: se parti ora, non ti troverai impreparato nel 2025
- Responsabilità sociale e reputazione aziendale
Come può aiutarti Salento Factory
Salento Factory supporta aziende, professionisti ed enti pubblici nel percorso verso un web accessibile. Lo facciamo in modo chiaro, tecnico, senza panico ma con competenza reale.
Ecco cosa facciamo concretamente:
- Audit completo di accessibilità secondo le linee guida WCAG 2.1
- Adeguamento del codice HTML, CSS e struttura delle pagine
- Ottimizzazione dei testi, link, immagini e pulsanti
- Inserimento dei dati strutturati e supporto all’inserimento della Dichiarazione di Accessibilità
- Sviluppo di interfacce inclusive, compatibili con screen reader e tastiere
- Formazione per il tuo team su come creare contenuti accessibili
- Monitoraggio e aggiornamenti periodici per garantire la conformità nel tempo
- Il nostro obiettivo è aiutarti ad anticipare gli obblighi di legge e offrire a tutti i tuoi utenti un sito moderno, inclusivo, performante.
Domande frequenti sull’accessibilità dei siti web
Chi deve adeguarsi entro il 2025?
Enti pubblici, aziende con servizi di pubblica utilità e imprese private con più di 10 dipendenti o oltre 2 milioni di euro di fatturato, se offrono servizi digitali.
Sono una PMI con sito vetrina: devo fare qualcosa?
No, ma è consigliabile. L’accessibilità migliora l’esperienza utente, la SEO e la reputazione aziendale.
Adeguare il mio sito è costoso?
Dipende dal tipo di sito, ma con interventi graduali si può lavorare senza stravolgere nulla, ottimizzando anche per altri obiettivi.
Cosa succede se non mi adeguo?
Se sei obbligato e non lo fai, rischi sanzioni, perdita di bandi pubblici e danni d’immagine.
Salento Factory può adeguare anche siti WordPress?
Sì. Interveniamo su siti WordPress, custom o sviluppati da terzi, con soluzioni su misura.
Conclusione
L’accessibilità non è solo una questione tecnica o burocratica. È una responsabilità culturale e un’opportunità per costruire un web più aperto e performante.
Salento Factory ti aiuta a fare chiarezza, capire cosa è davvero necessario, e portare il tuo sito a un livello superiore. Se vuoi sapere se il tuo sito deve essere aggiornato o vuoi iniziare ad adeguarlo con buon senso e metodo, contattaci. Ti guideremo passo dopo passo, in modo semplice, concreto e professionale.
