Il social media marketing per il settore food & beverage

Il social media marketing per il settore food & beverage

Social e digital media marketing nel settore food

Il cibo unisce. Il cibo crea dialogo, interesse e modi nuovi di socializzare. Davanti ad un piatto di spaghetti, come ad uno di curry thailandese, le persone riescono ad aprirsi e creare un momento di condivisione con altre. Non c’è nulla di cui stupirsi quindi quando affermiamo che il social media marketing e in generale il digital marketing sono gli scenari perfetti per tutto ciò che è legato al mondo del food.

Perché social e digital marketing vanno d’accordo con il food

Facciamo una premessa. Il food e la cucina in generale hanno cominciato a percorrere una strada di successo ormai da più di 15 anni, grazie anche e soprattutto alle reti televisive, che hanno inserito nel palinsesto una lunga serie di format dedicati. Una scia luminosa che non si è mai spenta, ma che anzi è rimasta salda in sella a cavalcare un momento più che fortunato. Ed è qui che si inserisce il digital marketing, che riesce a trovare nel food uno sposalizio perfetto. I motivi sono tanti e in primis vi è la natura stessa del cibo e del social media marketing. Entrambi ricercano la condivisione e il senso di community. Funzionano come aggregatori e portano leggerezza e gioia. Il cibo possiede un linguaggio universale, che unisce e richiama alla mente sensazioni sempre positive. E’ un bisogno primario che trova riscontro in un sentimento di appagamento e che, intorno a questo, riesce a costruire la sua comunicazione. Il digital marketing risponde anch’esso a tutta queste serie di necessità umane. E sarebbe da sciocchi non inserire in una strategia aziendale anche il marketing digitale. Offline e online devono integrarsi e lavorare insieme per poter funzionare. E se è vero che il lavoro va fatto in primo luogo nel proprio ristorante o in azienda, è altrettanto vero che le potenzialità offerte dal social media e digital marketing per il food sono immense e forse più forti che in qualsiasi altro settore. Inoltre, tra i valori che guidano, allo stato attuale, il percorso dei consumatori verso l’acquisto c’è la consapevolezza di quello che viene messo nei carrelli e a tavola. Un consumo consapevole e di qualità. E a questo valore corrisponde, a livello di brand, una maggior esigenza di trasparenza, di fiducia e di vicinanza con i propri clienti. Nel grande gioco della comunicazione online non possiamo poi trascurare il fatto che si è gradualmente assistito ad una trasformazione da consumer a prosumer, ovvero a consumatore che produce contenuti. E questi contenuti sono condivisi sulle piattaforme digital. Può essere una pagina Facebook o una bacheca di Instagram. Ma può essere anche una recensione lasciata su Trip Advisor o un racconto scritto su un blog. Perché sono tanti i luoghi dove si fa digital marketing e lasciarli in mano totalmente ai clienti e ai consumatori non è una scelta intelligente e razionale.

Dati e numeri del social media marketing applicato al food

Purtroppo l’importanza del social media marketing e del digital marketing nel food non è sempre associata ad una visione lungimirante da parte degli addetti del settore. Parliamo di ristoratori, di brand manager e di chiunque si occupi di cibo e di cucina. Ancora nel 2010, ad esempio, i dati riportati dalle ricerche condotte sulle aziende erano difficilmente spiegabili in un’ottica di profitto di medio-lungo periodo. Se alcune già allora si servivano dei social media per la propria strategia, la maggior parte non presidiava in nessun modo i media proprietari, come blog aziendali, né utilizzava altri strumenti di digital marketing.

Oggi le cose sono parecchio cambiate. I brand investono risorse e budget in siti web che offrono una buona esperienza d’uso, in blog e in influencer marketing. Ma non tutti lo fanno nella maniera corretta. Sono ancora molti quelli che affidano la propria immagine digitale al cugino che “ha tempo perché ancora non sta lavorando” o a stagisti tanto volenterosi quanto inesperti. E questo significa lasciare che la propria immagine vada in giro nel mondo online in modo del tutto incontrollato e non professionale. I risultati di campagne gestite in questo modo sono facilmente immaginabili.

Mettiamo in pratica i buoni propositi

Vale la pena di mettere nero su bianco quelli che devono essere i nostri buoni propositi. Una lista da non scordare mai. Soprattutto quando si posta una foto su Facebook.

Una lista che non deve restare però lettera morta ma deve invece essere applicata sul campo, ogni giorno, con costanza.

  1. Alla base di ogni azione di marketing c’è sempre una buona strategia. Non ci stancheremo mai di dirlo. Senza non andremo da nessuna parte.
  2. Bisogna cercare di offrire attraverso gli strumenti del digital marketing un’esperienza sensoriale, che però trovi riscontro nella realtà. Il cibo è un racconto, ma se poi i clienti vengono a mangiare da noi e trovano tutto un altro mondo, beh, allora sarà sicuramente negativo il feedback che riceveremo online.
  3. Proviamo ad offrire qualcosa di irripetibile ed unico. Qualcosa che parli davvero di noi e della nostra azienda.
  4. Il dietro le quinte. Non dimentichiamoci mai che dall’altra parte dello schermo ci sono persone in carne ed ossa. Persone che amano vedere cosa si nasconde dietro quello che acquistano. Un processo produttivo, gli impiegati che lavorano in azienda. Tutto questo contribuisce a creare un legame tra noi e i nostri consumatori.
  5. Utilizziamoli pure questi prosumer. Coinvolgiamoli con azioni di marketing virale, emozionale o non convenzionale. Anche il piatto di spaghetti alla carbonara postato da nostra zia prenderà un sacco di like, ma di certo non può servire da solo alla nostra strategia generale. Perché non affidare ad esempio agli utenti il compito di dare il nome ad una nuova ricetta? Usiamo la fantasia!
  6. Video, video e ancora video. Lo scorso anno era l’anno giusto per iniziare una campagna di video marketing, quello in corso lo è ancor di più. Ricordiamocene sempre.
  7. In risorse temporali ed economiche. Facebook non è sempre gratis e prima riusciamo ad accorgercene, prima il nostro business otterrà dei risultati.

Mai sentito parlare di local search marketing, di realtà virtuale e di tante altre meravigliose diavolerie tecnologiche? Be digital, be innovative. Facciamo nostra questa frase e ripetiamola come un mantra. Per essere digitali al massimo bisogna anche utilizzare le innovazioni. Il rischio sennò è quello di ritrovarsi sempre un passo indietro.