BERT – Il nuovo algoritmo di Google, cosa cambia nelle serp?

Google Lecce

Ciao! Vi presentiamo BERT!

Chi è BERT? E’ il nuovo algoritmo di Google. BERT è ovviamente un acronimo di Bidirectional Encoder Representations from Transformers ed è stato presentato al popolo della rete indicandolo come uno degli aggiornamenti più importanti di Google.

Sappiamo ormai molto bene che la tendenza di Google è quella di intercettare gli utenti che sono interessati a specifici servizi e prodotti quando ne hanno realmente bisogno, il famoso Serach Intent.

Che cos’è il search intent?

Traducendo letteralmente dall’inglese, con questa espressione si può facilmente capire che si tratta  “dell’intento di ricerca“.

I motori di ricerca e in particolare Google sono gli attori protagonisti e lo strumento principale per intercettare gli utenti che sono interessati a specifici servizi e prodotti quando ne hanno realmente bisogno. In maniera più approfondita, il search intent rappresenta il motivo e l’obiettivo per il quale un utente ha eseguito una ricerca online. Vale a dire, si tratta di ciò che la persona si aspetta di trovare nelle pagine dei risultati. Si capisce, dunque, che la comprensione di questo elemento è di fondamentale importanza sia per chi opera online sia per gli stessi motori di ricerca, che devono essere capaci di intercettare la ragione di base che muove l’azione dell’utente sul Web.

La funzione di BERT è riconoscere con ancora più precisione il search intent degli utenti grazie ad un’analisi più precisa del contesto in cui sono inserite le singole parole di una long tale.

Stando a quanto dichiarato dal Vicepresidente del ramo Search di Google Pandu Nayak, questa recente evoluzione dell’algoritmo dovrebbe modificare solo il 10% delle query in SERP , con l’effetto positivo di restituire risultati sempre più pertinenti alle richieste degli utenti.

Indice dell’articolo:

 

Come funziona l’upgrade Google BERT?

BERT nasce per integrare il RankBrain di un pò di tempo fa, il noto aggiornamento che si rifaceva alla machine learning e all’intelligenza artificiale per restituire agli utenti risultati sempre più rilevanti e attinenti alle loro ricerche.

Per raggiungere lo stesso obiettivo, questa volta Google ha messo in campo una tecnica che assimila il modo in cui avviene l’elaborazione del linguaggio naturale. BERT, in poche parole, ricostruisce l’intento di ricerca degli utenti analizzando ogni parola che forma la long tale (a coda lunga) in relazione a tutti i termini che la precedono e la seguono.

La query di ricerca quindi non è più divisa in micro “parole chiave” , in questo caso ogni parola viene contestualizzata nel suo insieme, individuando l’esatto intento della persona.

 

BERT e Google: il significato delle parole ancora più preciso

Con BERT la SEO semantica si avvicina sempre più alla semantica linguistica. Quindi, secondo quanto dichiarato, questo nuovo aggiornamento del motore di ricerca dovrebbe interpretare il significato delle parole in modo ancora più preciso. A beneficiare dell’upgrade saranno, come detto in precedenza, tutte quelle ricerche molto specifiche, dettagliate e molto tecniche, in pratica quelle che di solito non ci forniscono il risultato desiderato.

 

Aggiornamento algoritmo Google BERT e gli effetti sugli Featured Snippet

Una delle dirette conseguenze di BERT dovrebbe interessare anche i famosi snippet dei risultati zero. A ricerche più dettagliate dovrebbero infatti corrispondere SERP più dettagliate e questo fa ben sperare per i nostri contenuti di qualità, che verrebbero analizzati dall’inizio sino alla fine portandoci cosi in prima pagina.

 

Esempio pratico di come funziona l’algoritmo di Google BERT

È lo stesso Pandu Nayak a fornire degli esempi di come dovrebbero cambiare i risultati in SERP dopo l’arrivo di BERT.

In uno dei suoi esempi prende come riferimento la query long tale (a coda lunga) “Parking on a hill with no curb” che tradotto in italiano significa “parcheggio su una collina senza marciapiede”. Prima di BERT l’algoritmo di Google considerava solo alcune parti della long tale e in questo caso avrebbe totalmente ignorato il no.

Tralasciando queste due importantissime lettere il search intent dell’utente viene completamente ribaltato e nello featured snippet comparirebbe una stringa di testo che spiega come parcheggiare in collina in presenza di marciapiede.

L’intelligenza di BERT invece dovrebbe analizzare attentamente tutta la frase (con tanto di negazione) escludendo di conseguenza i risultati “con marciapiede”. Geniale, no?

 

BERT ha davvero sconvolto la SERP di Google?

A poche settimane dalla sua comparsa, non sembra che BERT abbia portato ai risultati immaginati: attualmente le SERP sembrano non aver risentito granché del nuovo upgrade.

 

E’ possibile ottimizzare i siti per BERT?

Alla domanda se è possibile ottimizzare siti web per il BERT la nostra risposta, per il momento, è: improbabile.

Google ha comunicato da tempo che i SEO non possono ottimizzare i siti web per RankBrain e , a maggior ragione, non si potrà ottimizzare BERT, ma è anche vero che ciò che Google si sta migliorando nella comprensione del linguaggio naturale, tanto che a livello di SEO writing basta scrivere i contenuti in ottica utenti. Questo è l’impegno di Google per comprendere meglio la query dell’utente che fa una ricerca e abbinarla al meglio ai risultati più rilevanti.

L’algoritmo BERT ci interessa, non solo perché Google ha detto che questo cambiamento “rappresenta il più grande balzo in avanti negli ultimi cinque anni e uno dei più grandi balzi in avanti nella storia della ricerca”, ma anche perché il 10% di tutte le ricerche sono e saranno influenzate da questo aggiornamento.

Il consigliamo che diamo è di verificare e registrare eventuali cambiamenti del traffico di ricerca già da ora e vedere se e quanto il vostro sito è stato influenzato da BERT.

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Grazie per il post, molto utile
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